
In uscita nelle sale per venerdì 17 dicembre 2010, è stato presentato a Roma “La bellezza del somaro” per la regia di Sergio Castellitto, su sceneggiatura di Margaret Mazzantini, moglie di Castellitto.
La storia è incentrata sulla coppia di Marcello e Marina, borghesi di mezza età, molto diversi tra loro, lui ha un’amante giovane e calda, lei è piena di ansie e fobie, ma si dedica al volontariato.La figlia Rosa è una giovanissima arrogante che studia al liceo, tristemente infelice in una famiglia di progressisti come i suoi genitori, un po’ sui generis per età ed estrazione sociale, tanto da portarla all’eccesso di vivere una storia con un settantenne. Durante un ritiro goliardico per il ponte dei morti nel “Chiantishire” con i genitori, amici, parenti e pazienti squinternati, Rosa presenta il suo nuovo amore, che non scompone molto se non per la vecchiaia, unico crimine in una società in degrado.
Irrealista e confusionario, si vorrebbe proporre come una commedia amara che rispecchi il decadimento dei valori e la totale inadeguatezza dell’anima umana ai nostri giorni, invece risulta essere un minestrone di elementi sfavoriti da un montaggio approssimativo, con uno script di dialoghi futili, al limite del parossismo e del patetico.
L’esasperazione burlesca dei personaggi li estrapola dalla realtà, calandoli in una dimensione in cui lo spettatore non ha punti di riferimento, se non una grande percezione della finzione scenica, pesantemente sottolineata.
Strilli isterici, battute di bassa lega, politica farcita sinistroide, inserita a caso ed inconsuete volgarità, note nei cinepanettoni, ma totalmente inaspettate in un film che dovrebbe essere un gradino sopra all’offerta scadente del periodo natalizio, “La bellezza del somaro” è un tentativo mal riuscito di far cinema anticonformista, sebbene le intenzioni fossero di tutt’altra natura.
La possibilità di un film che si elevasse dal mare dei cinepanettoni mediocri poteva risultare allettante, ma le aspettative, in realtà, sono state disattese, e del film la cosa più strana resta il titolo, tanto insolito quanto curioso, non cela però la sorpresa sperata.
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CORREGGO l’ultima frase: potete rispondere alla mia domanda oppure ho chiesto troppi particolari?
Quando ho visto il breve trailer in tv ed ho saputo che c’era anche Enzo Jannacci sinceramente sono rimasto un po’ sorpreso; di solito le sue interpretazioni sul grande schermo sono state pochissime. Dato che voi di Infonotizie avete visto in anteprima il film, com’è si è comportato sulla scena Jannacci? In modo mediocre o sufficiente? Oppure sembrava estraneo?
Non so se potete rivelare certi particolari in anteprima.